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Da: " ODISSEA " di Omero traduzione di I. Pindemonte
(…) Cinquanta il re servono ancelle: l’une sotto pietra ritonda il biondo grano frangono; e l’altre o tesson panni, o fusi colla rapida man ròtano assise, movendosi ad ognor, quali agitate dal vento foglie di sublime pioppo. Splendono i drappi a maraviglia intesti, come se un olio d’ôr su vi scorresse. Poiché quanto i Feaci a regger navi gente non han che li pareggi, tanto valgon tele in oprar le Feacesi, cui mano industre più che alle altre donne diede Minerva, e più sottile ingegno. Ma di fianco alla reggia un orto grande, quanto ponno in dì quattro arar due tori, stendesi, e viva siepe il cinge tutto. Alte vi crescon verdeggianti piante, il pero e il melagrano, e di vermigli pomi carico il melo, e col soave fico nettàreo la canuta oliva. Né il frutto qui, regni la state o il verno, père, o non esce fuor: quanto sì dolce d’ogni stagione un zeffiretto spira, che mentre spunta l’un, l’altro matura. Sovra la pera giovane e su l’uva, l’uva e la pera invecchia, e i pomi e i fichi presso ai fichi ed ai pomi. Abbarbicata vi lussureggia una feconda vigna, de’ cui grappoli il sol parte dissecca nel più aereo ed aprìco, e parte altrove la man dispicca dai fogliosi tralci, o calca il pié ne’ larghi tini: acerbe qua buttan l’uve i redolenti fiori, e di porpora là tingonsi, e d’oro. Ma del giardino in sul confin tu vedi d’ogni erba e d’ogni fior sempre vestirsi ben culte aiuole, e scaturir due fonti che non taccion giammai: l’una per tutto si dirama il giardino, e l’altra corre, passando del cortil sotto alla soglia, sin davanti al palagio; e a questa vanno gli abitanti ad attingere. Sì bella sede ad Alcìnoo destinâro i Numi. (...)


Data creazione : 15/11/2005 @ 00:58 AM
Ultima modifica : 03/05/2009 @ 2:57 PM
Categoria : Giardini letterari
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