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Al principio del quinto secolo Lucano fu Vescovo di Belluno e successivamente di Bressanone, ma poi si ritirò nella valle che ora porta il suo nome, facendo l’eremita. Si raccontano molte leggende sulla vita dell’eremita ed i miracoli da lui effettuati in varie circostanze, dimostrando i suoi poteri mistici. La presente Val di San Lucano si chiamava prima Val Bissera ossia Val Serpentina a causa delle innumerevoli serpi o bisce che la popolavano. Ma queste sparirono quando San Lucano si ritirò nella Valle. Il Santo, procedendo per la valle, era obbligato ad aprirsi la via col suo bastone, divertendosi con quei rettili, che lo rispettavano: ed è per questo che egli ci viene dipinto con un serpente attorcigliato al bastone. La leggenda riferisce che dopo molte preghiere e penitenze una ispirazione angelica abbia ordinato a San Lucano di recarsi a Listolade, un paesino all’ingresso della Val Corpassa, a trovare una povera e pia contadina che si chiamava Avazza nativa del luogo detto San Tommaso. Era una donna che, se pregava molto, lavorava poco; ed era perciò mal vista e perseguitata dalla suocera e dal marito. In sua assenza, Avazza di notte usciva di casa, per recarsi in mezzo alla campagna, a lodare e pregare il Signore. Tutto il suo cibo Avazza lo dava ai poveri, e si sosteneva mangiando una certa erba, localmente chiamata zusverde o zentivello; e mangiando piangeva e cantava:
“Zentivello, zentivello, Tu sei buono, tu sei bello. Bella pelle tu mi fai E gran dolore perciò mi dai.” Finalmente la suocera e il marito si persuasero della santità di Avazza e decisero di lasciarle fare quello che voleva. In obbedienza all’ordine divino, Lucano partì dalla sua valle per andare a prendere Avazza e fu incontrato dal demonio il quale, con la sua orribile e spaventosa presenza, cercava di attraversargli il sentiero e farlo tornare indietro. Ma il santo, che a simili cose era già abituato, non si spaventò, e impresse le tre dita della destra (pollice, indice e medio) sopra una pietra come simbolo della SS. Trinità per poter scongiurare i poteri infernali. Questa pietra si conserva ancora in un capitello presso la chiesetta di San Lucano all’ingresso della Valle. Un’altra pietra, conservata in un capitello a Listolade, riporta impresso il segno della croce che Lucano fece per invitare Avazza a seguirlo e a persuaderla delle sue pie e caste intenzioni. Avazza, ottenuto anche il consenso del marito partì. Venne anche messa alla prova, restando diversi giorni in una grotta senza acqua. Ma dopo tre giorni domandò un po’ d’acqua. San Lucano puntò il suo bastone sulla roccia nuda e liscia all’entrata della grotta e subito l’acqua zampillò dal foro. San Lucano morì il 20 luglio 440. La beata Avazza era morta qualche anno prima. Furono poi sepolti insieme in una solitaria chiesetta, ai piedi dell’Agnèr che domina la Valle.

Data creazione : 16/05/2006 @ 00:12 AM
Ultima modifica : 02/05/2009 @ 11:29 PM
Categoria : Leggende di fiori e montagne
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