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Ricette > antipasti


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Ricette > primi piatti


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Ricette > secondi piatti


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Ricette > contorni


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Ricette > piatti freddi e insalate


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Ricette > dolci e dessert


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Ricette > bevande


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Ricette > pizze, focacce, quiche

Giocando con le parole © - Gioco delle Faccine






Ecco la dimostrazione di come è possibile giocare con le parole, partendo da qualsiasi spunto, anche da una serie di faccine.

Scaturiti da un divertissement fra amici di forum, ecco alcuni dei miei raccontini, che prendono l'avvio da una serie di 10 faccine stabilite dal conduttore del gioco.
Uniche regole: attenersi alle faccine proposte e non superare un numero di parole prestabilito.





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Cosa può esserci meglio di un buon caffè, caldo, forte e aromatico, per iniziare la giornata? Intanto che mi gusto il primo di una nutrita serie di caffè quotidiani, dò un'occhiata al giornale di oggi.

Vediamo un pò: le solite notizie ... possibile che nel mondo non ci siano che guerre, attentati, rapine, omicidi, incidenti, scandali, corruzione, malasanità, disastri ambientali?
Non mancano le solite c*****e del nostro Presidente del Consiglio: meno male che c'è lui a farci ridere un pò, anche se è un riso molto amaro.

Accipicchia... come s'è fatto tardi! devo correre in ufficio.
Parto a razzo, incurante dei ventisette dossi artificiali che costellano il mio percorso fra casa e ufficio; mi chiedo se il Comune li ha davvero fatti installare come dissuasori di velocità o non per incentivare il fatturato degli artigiani che riparano gli ammortizzatori.
Per fortuna trovo subito da parcheggiare e salgo le scale a due gradini per volta, fiondandomi verso l'orologio marcatempo. Arrivo a timbrare il cartellino una frazione di secondo prima che il maledetto marchingegno possa sancire un ritardo di 3 minuti, che comporterebbe una decurtazione in busta paga di 30 minuti di lavoro.
Fiuuuuuuu!!!! mi è andata bene!
Mi siedo alla mia scrivania, dietro barricate di pratiche inevase, e mi tuffo a capofitto nel lavoro, finchè non me ne distoglie un vago senso di disagio, un fastidio che non riesco ad individuare.

Alzo gli occhi dal lavoro e … ma certo! è fumo ciò che mi infastidisce! Si intravede appena, all’altro capo della stanza, la mia collega accanita fumatrice, beatamente avvolta in spire di fumo, che lentamente si dipartono dalla sua persona, saturando tutto l’ufficio.

Eh no! Così non va! Glielo ho chiesto mille volte di non fumare in ufficio, ma lei non se ne cura minimamente e condivide "generosamente" con me il fumo dei suoi due pacchetti di sigarette quotidiani.
Vuoi vedere che lei compra le sigarette e il cancro ai polmoni me lo becco io?

Spalanco i vetri della finestra per cambiare aria, ma siccome fa molto freddo lei, con quella leggera camicetta semitrasparente, non sopporterà per molto che la finestra resti aperta.

Infatti dopo poco si alza e con fare indifferente si avvicina cautamente alla finestra per chiuderla. Non aspettavo altro: sposto bruscamente verso di me la calcolatrice e il filo elettrico, che adagiato sul pavimento raggiunge la presa infissa nel muro, si tende di colpo, proprio un attimo prima del suo passaggio….. Thud!… e la mia “generosa” collega finisce lunga e stesa col naso schiacciato sul pavimento.

Embeh?? ... quanno ce vo' ce vo' !!


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Oggi mi sento un re.
Finalmente una giornata tutta per me, senza l'assillo del trillo petulante della sveglia, che sadicamente ogni mattina mi strappa al mondo dei sogni. Che bello non dovermi tuffare nel caotico traffico cittadino! Che bello non dover ridere alle insulse storielle del mio capo! Che bello non dover ingurgitare il solito pasto-mensa unto e colloso; oggi esulterà anche il mio fegato.
Mi si prospetta una giornata di completo relax e potrò finalmente dedicarmi al mio hobby preferito; ho giusto comprato l'ultimo romanzo di Camilleri e ancora non sono riuscito ad andare oltre il primo capitolo.

E' pomeriggio inoltrato e, ancora in pigiama, ciabatte e barba lunga, me ne sto beatamente accoccolato nella mia poltrona preferita, immerso nella lettura, quando un diavoletto fastidioso mi pungola la mente. E' un'idea indefinibile e inafferrabile, che non riesco a scacciare e che continua a ronzarmi in testa come un'ape petulante.
Ohmmmmmiodddiiiioooooo! Ecco cos'era: oggi è il compleanno di Polly!

Polly è la mia ragazza, che in realtà si chiama Apollonia, ma volete mettere quanto è più chic Polly?
Polly è adorabile ma, chissà perché, ha la strana abitudine di parlare di me con le sue amiche definendomi "quel brutto bastardo". Avete idea di come potrebbe definirmi a cominciare da domani? ... perché Polly è adorabile, sì ... ma quando è arrabbiata, ma proprio arrabbiata, sa trasformarsi in una vera strega.

Devo immediatamente correre ai ripari. Più veloce della luce - spariti pigiama, ciabatte e barba lunga - mi trasformo in un vero Lord Brummel e organizzo una seratina romantica per la mia dolce Polly.
Così la mia giornata iniziata con la prospettiva di un completo relax termina con una cenetta a lume di candela sotto le stelle, mentre curiosa la luna sbircia per capire che ci sarà mai stato in quel minuscolo pacchetto che ha indotto una riconoscente Polly, con gli occhioni luccicanti lacrime di commozione, a gettarmi le braccia al collo e stamparmi un grosso bacio.
Adesso sì che mi sento un re!


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Una giornata stressante oggi al lavoro, con la presenza continua ed assillante del mio capo e le paturnie di quella zitella inacidita della mia collega.

Ma finalmente la giornata è finita! Mentre mi dirigo a recuperare la mia auto già pregusto il piacere di una tranquilla serata in casa, dopo essermi chiusa alle spalle, a tripla mandata, la porta del mio monolocale.

Il temporale scoppia, violento e improvviso, mentre sono ancora lontana dal parcheggio. Nel breve lasso di tempo che mi occorre per recuperare l'ombrellino pieghevole, che staziona in permanenza nel fondo della mia capace borsa alla Mary Poppins, mi ritrovo inzuppata fino alle ossa.

Come se non bastasse squilla il cellulare e quando infine riesco a rintracciarlo nei meandri della borsa, mi sfugge dalle mani, impacciate da borsa e ombrello, e con un elegante volo plana nel bel mezzo di una pozzanghera. Inutile dire che non dà più segno di vita. Non solo non saprò mai chi mi stava cercando, ma dovrò pure comprarmi un cellulare nuovo.

Eccola là la mia macchinetta che mi fa l'occhiolino. Riparo all'interno, irrorando abbondantemente di pioggia sedili e tappetini e mi immetto nel traffico caotico che caratterizza tutte le città nell'ora del rientro.

Se Dio vuole sono finalmente in salvo nell'androne del mio condominio e già respiro di sollievo al pensiero della tranquilla serata che mi aspetta, ma prima meglio ritirare la posta.

Fra fatture e pubblicità una busta sospetta attira la mia attenzione: NOOOOOO!!!
Una notifica di contravvenzione per eccesso di velocità rilevato con autovelox. Ci mancava pure questo! Oltre al salasso alle mie finanze altri punti-patente che si volatilizzano.
Sono così arrabbiata che mi mangerei pure la busta!

Chiamo l'ascensore e, mentre aspetto, penso stancamente che fra poco sarò al sicuro fra le pareti di casa mia: che altro mai potrà succedermi? Finalmente l'ascensore arriva e ne esce il vecchio colonnello del piano di sotto. Abbozzo uno stanco sorriso e tento di infilarmi nell'ascensore, ma quello mi sbarra il passo e dà la stura ad una serie di lamentele perchè le foglie secche dei miei gerani cadono sul suo balcone. Decisamente una giornata no! Entrando in casa tremo al solo pensiero di cos'altro potrà capitarmi.

Mi libero degli indumenti bagnati e accendo una sigaretta, lo so che ho solennemente promesso alla nonna che smetterò di fumare, ma nei momenti di nervosismo la sigaretta rappresenta ancora una valvola di sfogo.

Devo assolutamente rilassarmi ... rilassarmi ... rilassarmi ... rilassarmi ... Avvolta in una calda vestaglia, mi sistemo in poltrona con un buon libro e una tazza di camomilla bollente: bene mi sto rilassando.

Mi correggo: mi stavo rilassando... perchè ad un tratto un fracasso assordante scoppia sulla mia testa: oggi è martedì, e come tutti i martedì il ragazzo del piano di sopra sta provando con la sua band. NOOOOOOOOO!!!!


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C'era una volta moooooooolto tempo fa, nel lontano paese di Chissadovè, un giovane nullatenente ma assai ricco d'ingegno. La sorte benigna lo aveva dotato di un fisico aitante, di un viso angelico, di una voce melodiosa e, soprattutto, di una mente geniale.

Suonava a meraviglia tutti gli strumenti musicali fino allora conosciuti oltre a quelli che aveva ideati lui stesso, come la chitarra, il sassofono, il controfagotto etc. Molte altre erano le invenzioni scaturite dalla sua fervida immaginazione, che già in quei tempi lontani rendevano più agevole il suo vivere quotidiano, e che i geni del futuro solo moooooolto tempo dopo avrebbero inventato, a nostro beneficio.

Potete immaginare come questo bel giovanotto fosse corteggiato da tutte le donzelle del circondario, ma lui non si interessava ad alcuna, finchè... finchè non vide lei, la bellissima figlia di un nobile e potente signore. Per conquistarla decise di dedicarle una serenata, così col favore delle tenebre scavalcò l'alta cancellata che cingeva il giardino della bella per dedicarle il suo più melodioso madrigale.

Era appena atterrato nel giardino quando fu assalito dall'abbaiare furioso del cane da guardia e a nulla valsero i suoi tentativi di rabbonirlo con parole e moine finchè, ricordandosi che con la musica Orfeo aveva ammansito le belve, diede di piglio alla sua chitarra e anzichè alla damigella amata, dedicò la sua serenata al cagnaccio ringhioso che si placò all'istante.

Frattanto il rumore aveva però svegliato tutti gli abitanti del palazzo: si spalancarono tutte le finestre e si spalancò anche il grande portone d'ingresso, sormontato dal busto dell'antenato Orecchione il Calvo. Il povero menestrello fece appena in tempo a lanciare un mazzo di rose verso la finestra a cui si era affacciata la sua bella, che venne assalito da una turba di servitori che, dopo averlo ben bene palleggiato, lo lanciarono oltre la cancellata, là da dov'era venuto.

Con l'orgoglio ancor più malconcio delle sue malconce ossa, si trascinò fino alla sua stanzetta e si buttò sul letto. Lo svegliò da una notte densa di incubi e di gemiti lo squillo della sveglia, una delle sue tante invenzioni grazie alla quale ci si poteva programmare il risveglio all'ora preferita, anziché svegliarsi col canto del gallo che, come tutti sanno, è programmato al levar del sole.

Saltando la colazione sedette direttamente davanti al PC e iniziò a scrivere una lunga e-mail di scuse alla gentil donzella, finchè non si rammentò che il PC lo aveva appena inventato e non c'era nessun altro in tutto il vasto mondo che potesse ricevere le sue e-mail.

Disperato, col cuore ancora più a pezzi delle sue ossa doloranti, si avvicinò alla finestra, con l'intenzione di lasciarsi cadere nel vuoto, ma.... sul muro della casa di fronte risplendeva una serie di smile dipinti e ancor più risplendeva il sorriso della sua bella innamorata, che tutti quei sorrisi aveva dipinto.
Allora, in cuor suo rivolse una grossa pernacchia) all'idea di buttarsi di sotto e, sventolando festosamente il suo berretto di velluto rosso, scese a precipizio le scale, incontro al suo sogno d'amore.


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Tutto era cominciato nel più banale dei modi: con il classico invito a cena. Perché si sa, l'uomo è cacciatore... il lupo perde il pelo ma non il vizio... e cosa non si farebbe per conquistare la "bonazza" di turno?

Allora si comincia con la solita cenetta romantica in un ristorante elegante e carissimo, perché lei non pensi che sei un morto di fame. Ci si dimostra spiritosi e brillanti, perché i sondaggi dicono che la donna vuole un uomo che la faccia ridere. E mentre lei pasteggia a ostriche, caviale e Champagne ti chiedi se dopo che avrai pagato il conto ce la farai ad arrivare al prossimo stipendio e ti stramaledici per non averla portata alla trattoria "Dal Mozzarellaro".

Ma poi la guardi, e lei è così bella, e dolce, e ti guarda in un modo... e tu capisci che la realizzazione del tuo scopo è a portata di mano. Così ti lasci beatamente affondare nel vortice di quella che tu credi essere una delle tue solite avventure, finché ti rendi conto che... opps! qualcosa non gira nel verso giusto. Hai visto mai che stavolta non sia la pecorella ad avere l'intenzione di "papparsi" il lupo?

E ne hai la drammatica conferma il giorno in cui lei ti informa che ha sempre sognato di fare il viaggio di nozze in Messico e, senza sapere come ci sei arrivato, ti ritrovi emozionato e felice davanti ad un prete che sta pronunciando le fatidiche parole "Vi dichiaro marito e moglie".


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Data creazione : 24/01/2007 @ 11:30 AM
Ultima modifica : 27/11/2009 @ 2:18 PM
Categoria : Giocando con le parole ©
Pagina letta 3428 volte


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react.gifOpinioni su questo articolo


Opinione n° 2 

da pinu il 14/02/2008 @ 10:04 PM

ciao kri, veramente simpatico questo angolino, baci


Opinione n° 1 

da mery il 04/08/2007 @ 9:19 PM


Troppo carino sto sito! Krilu metti il tuo contatto msn ke voglio conoscerti!!!


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